Prima di capire come dovevo parlare con gli strumenti di LLM per ottenere quello che volevo, ci ho messo un po’. E siccome sono una curiosa e adoro imparare cose nuove, mi sono messa a studiare.
Come dice Ethan Mollick (professore alla Wharton School e autore di Co-Intelligence): “L’AI non pensa come noi, ma ci costringe a pensare meglio.” Non prova emozioni, non ha desideri, ma sa riprodurre linguaggi, strutture e idee con una fluidità che rasenta il geniale.
Tuttavia, se le parli in modo impreciso, si comporta come uno di quegli amici che ha la brutta abitudine di prendere solo parte di quello che gli racconti estrapolando pensieri sconnessi dal contesto, e ti fraintende alla perfezione.
In questa guida scoprirai come parlare all’AI per ottenere esattamente ciò che vuoi. Non serve essere un tecnico o uno scienziato dei dati. Servono metodo e sperimentazione.
In sintesi
- Gli LLM rispondono meglio quando dai contesto, ruolo, esempi, azione, tono e iterazione.
- Scrivi prompt brevi ma evolutivi, con vincoli chiari (lunghezza, formato, stile, tempo).
- Evita prompt sovraccarichi e vaghi: guida l’AI come faresti con un collega.
I Principi Fondamentali — Le Regole d’Oro del Prompting (Framework C.R.E.A.T.E.)
Per non perderti nella giungla dei comandi, puoi usare un framework mnemonico: C.R.E.A.T.E. È il DNA del prompt perfetto. Ogni lettera è una parte della formula per farti capire dall’AI come da un collega di fiducia.
C – Contesto
Il contesto è l’aria che il tuo prompt respira. Senza di esso, l’AI soffoca. Non darle mai ordini nel vuoto. È come dire “Finisci la canzone!” senza suonare la prima nota.
Esempio sbagliato: “Scrivi un testo.”
Esempio corretto: “Scrivi un testo di 200 parole per un post LinkedIn rivolto a imprenditori nel settore tech, spiegando come l’intelligenza artificiale migliora la produttività.”
Quando fornisci dati, obiettivi e destinatario, l’AI capisce dove deve andare. Se le mancano informazioni, inventa. E di solito non nel modo che vuoi.
R – Ruolo
Darle un ruolo è come metterle in scena un personaggio. Il tono, il linguaggio e il livello di dettaglio cambiano completamente.
Esempi:
“Agisci come un project manager esperto. Spiega a un team di creativi perché le scadenze sono sacre.”
Il ruolo plasma il comportamento. Un’AI senza ruolo è come un chitarrista senza amplificatore: suona, ma non senti la potenza.
E – Esempi
Gli esempi sono l’arma segreta dei maestri del prompting. Mostrare all’AI 2-3 esempi di ciò che vuoi (few-shot prompting) la guida come i binari per un treno.
Esempio sbagliato: “Scrivi una storia.”
Esempio corretto: “Scrivi una storia horror di 500 parole su un Roomba senziente ossessionato dal pulire le macchie di sangue.”
Ogni esempio è un “frame” mentale che restringe il campo. L’AI è bravissima a imitare strutture; mostrale cosa imitare, e non sbaglierà.
A – Azione
Sii diretto. Gli ordini vaghi confondono. L’AI ama i verbi chiari: genera, analizza, riassumi, riscrivi, confronta, traduci. Ogni verbo è una leva che definisce il tipo di risultato.
Esempio sbagliato: “Di’ qualcosa di interessante sui robot.”
Esempio corretto: “Scrivi un’introduzione di 300 parole per un blog che spiega come l’AI sta trasformando la chirurgia robotica.”
In altre parole: se vuoi una risposta precisa, ordina con precisione.
T – Tono
Il tono è il colore emotivo del testo. L’AI può passare dal blues alla techno in un attimo. Sta a te scegliere il genere.
- “Scrivi in tono sarcastico, come un comico stanco del mondo.”
- “Usa un tono epico, come un trailer di Christopher Nolan.”
- “Spiega in modo empatico e calmo, come un terapeuta.”
- “Racconta come David Attenborough che descrive la vita segreta dei programmatori.”
Sperimenta. Il tono trasforma un testo tecnico in una conversazione umana.
E – Esperimento
Non trattare l’AI come un jukebox: è un partner creativo. Il primo output raramente è il migliore. Il segreto è l’iterazione: rifinisci, modifica, rilancia.
Esempi di istruzioni iterative:
“Riprova, ma rendilo il 20% più ironico.”
“Aggiungi un riferimento culturale anni ’90.”
“Mantieni lo stesso messaggio, ma riscrivilo come se fossi Hunter S. Thompson.”
Gli esperti non scrivono prompt lunghi, ma prompt evolutivi: brevi, testati, migliorati.
Tecniche Pratiche per Salire di Livello — Dal Principiante al Maestro del Prompting
1. Dividi e Conquista (Suddividere il Compito)
I compiti complessi spaventano l’AI. Non darle un unico blocco di testo gigantesco. Scomponi il lavoro in tappe.
Sequenza d’esempio:
“Suggerisci tre città nel Sud-est asiatico per amanti del cibo.”
Poi: “Crea un itinerario di 4 giorni per la seconda città.”
Poi: “Trasforma il giorno 2 in un post Instagram con tono ironico.”
Ogni micro-prompt costruisce il successivo. È un dialogo, non un monologo.
2. Il Potere dei Limiti
Paradossalmente, più limiti dai, più l’AI diventa creativa. La libertà nasce dal vincolo.
- Lunghezza: “Spiega la relatività in 20 parole o meno.”
- Formato: “Scrivi una lettera di rottura sotto forma di codice Python.”
- Stile: “Riscrivi la Dichiarazione d’Indipendenza come una recensione su Yelp.”
- Tempo: “Crea una poesia che sembri scritta in 60 secondi.”
3. Rifinimento Iterativo (L’Arte di Sussurrare al Prompt)
Pensa all’AI come a un musicista in studio. Il primo take è solo riscaldamento. Dirigila.
- “Proviamo di nuovo, ma con più ritmo.”
- “Rendi il messaggio più diretto, taglia le frasi lunghe.”
- “Spiega come se parlassi a un adolescente.”
Il prompting non è scrivere comandi, è condurre una jam session.
Errori Comuni — La Hall of Shame del Prompting
- Il Prompt Sovraccarico: chiedere tutto insieme. Dividi il lavoro in passaggi.
- L’Enigma Criptico: richieste vaghe del tipo “fai quella cosa”. Spiega come a un alieno curioso.
- Il Fantasma del Contesto: chiedere “continua” senza incollare il testo. L’AI non legge la tua mente.
- L’Antropomorfismo Ingenuo: credere che “capisca”. Non capisce: predice. Usalo a tuo vantaggio.
Complimenti! Adesso hai un nuovo superpotere!
Saper scrivere un prompt è come imparare a suonare la chitarra elettrica: all’inizio fai rumore, poi trovi il ritmo, e un giorno ti accorgi che stai dirigendo l’orchestra.
Quando padroneggi il framework C.R.E.A.T.E., non chiedi più all’AI “di fare qualcosa”. Le dai una visione e la conduci fino al risultato perfetto. Non sei più un utilizzatore passivo, ma un direttore creativo digitale.
Come dice l’imprenditore e divulgatore Kevin Kelly: “I robot non prenderanno i tuoi lavori, ma le persone che sanno usarli sì.” Il prompting è la lingua franca della nuova era — e chi la parla con sicurezza, comanda il ritmo.
Inizia da qui. Sperimenta, sbaglia, affina. E ricorda: ogni volta che scrivi un prompt, stai addestrando te stesso a pensare meglio.
Per aiutarti a scrivere prompt senza che i tuoi parenti pensino che sei impazzito perché insulti lo schermo, qui a Humans abbiamo preparato un PDF gratuito con prompt sperimentati e specifici per diversi settori.
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Cheat Sheet — Framework C.R.E.A.T.E.
- C – Contesto: prepara la scena. Senza storia, niente direzione.
- R – Ruolo: assegna un’identità chiara. Fai indossare all’AI un costume coerente.
- E – Esempi: mostra cosa vuoi. L’AI imita strutture, non intenzioni.
- A – Azione: dai un verbo chiaro. Ogni azione deve avere un obiettivo.
- T – Tono: imposta il ritmo emotivo. È l’anima del testo.
- E – Esperimento: itera come un produttore musicale. Il capolavoro nasce al terzo take.




